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Molto del suo fascino Montefalco lo deve alla posizione geografica che le ha procurato l'appellativo di 'Ringhiera dell'Umbria'. Dai suoi belvedere si scopre una parte dell'Umbria e si ammirano tutto intorno i centri di Perugia, Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Spoleto, Gualdo Cattaneo, Bevagna; più lontano si scorgono i rilievi dell'Appennino, del Subasio e dei Monti Martani; ma sono le vicine, verdeggianti ondulazioni collinari ricoperte di oliveti e di vigneti a colpire maggiormente...

Città e Frazioni

La cerchia compatta delle sue mura medievali, intramezzata da torrioni si apre con le porte di Federico II, di Sant'Agostino (con la torre dai merli ghibellini), di Camiano, della Rocca e di San Leonardo.

Nel Medioevo l'abitato ebbe il nome di Coccorone. Secondo una tradizione, che nel secolo XVI veniva definita 'antica', il toponimo deriverebbe dal nome del suo presunto fondatore, il senatore romano Marco Curione. Altri, invece, lo fanno derivare dal greco oros (monte).
Tra il 1239 e il 1240 il luogo prese il nome attuale di Montefalco, probabilmente legato ad uno dei falchi dell'imperatore Federico II di Svevia, espertissimo nell'arte della falconeria e autore de Il trattato di falconeria (De arte venandi cum avibus) che aveva soggiornato in Coccorone dal 9 al 13 febbraio 1240.

Del comune di Montefalco fanno parte anche le frazioni di Argentella (distante 5,56 km), Belvedere (distante 2,76 km), Borghetto (distante 5,56 km), Camiano (distante 0,49 km), Camiano Grande (distante 1,75 km), Camiano Piccolo (distante 0,96 km), Cantinone (distante 7,45 km), Casale (distante 3,53 km), Casette (distante 5,03 km), Cerrete (distante 1,47 km), Colle Arfuso (distante 1,61 km), Colle San Clemente (distante 1,41 km), Cortignano (distante 3,65 km), Fabbri (distante 4,53 km), Fratta (distante 6,64 km), Gallo (distante 2,28 km), Il Piano (distante 6,24 km), Il Vallo (distante 1,94 km), La Sala (distante 1,97 km), Lasignano (distante 1,11 km), Madonna della Stella (distante 5,43 km), Mercatello (distante 6,74 km), Montepennino (distante 1,63 km), Pietrauta (distante 1,96 km), Poggetto (distante 2,21 km), Rignano (distante 1,22 km), San Clemente (distante 1,36 km), San Fortunato (distante 1,13 km), San Luca (distante 5,58 km), San Marco di Montefalco (-- km), Scacciadiavoli (distante 7,49 km), Scorsinaglia (distante 0,70 km), Torre (distante 3,68 km), Turri (distante 2,33 km), Turrita (distante 2,61 km), Vecciano (distante 1,15 km), Vigliano (distante 4,47 km).


Storia

Montefalco fu centro abitato fin dalla più remota antichità.
Probabile 'pago' rurale, conserva memoria in una rara epigrafe del 'marone' (magistrato tipico degli antichi umbri).
Durante il periodo romano il colle si popolò di ville patrizie, di cui permane il ricordo nei toponimi: Assegnano, Camiano, Colverano, Rignano, Satriano, Vecciano.
Numerosi resti epigrafi e scultorei (Museo Comunale, Chiostro di San Fortunato) testimoniano, nonostante le molte dispersioni, il periodo più antico e meno noto.

Il Cristinesimo a Montefalco
Il Cristianesimo vi fu introdotto, si suppone, da San Fortunato, evangelizzatore della zona, vissuto nel IV secolo.
Sul suo sepolcro il vescovo spoletino Spes consacrò una basilica, fatta edificare per voto del magister militum Severo (inizi V secolo).
Questa chiesa divenne la pieve di un vasto territorio, ben documentata dal secolo XI in poi.

Il Medioevo
Nel Medioevo l'abitato ebbe il nome di Coccorone.
Secondo una tradizione, che nel secolo XVI era definita antica, il toponimo sarebbe derivato da un presunto fondatore, il senatore romano Marco Curione.
Moderni storici, invece, lo fanno discendere dal greco oros (monte).
Già nel secolo XII Coccorone era libero comune: un tipico 'comune di ville' o 'comune di pieve', che raccoglieva l'antichità dell'antico 'pago' preromano.
Nell'autunno del 1185 l'imperatore Federico Barbarossa vi sostò a lungo e in quella circostanza, tra l'altro, accolse di nuovo nelle grazie imperiali la città di Spoleto, da lui fatta devastare trent'anni prima.

La denominazione Montefalco
Improvvisamente, tra la fine dell'anno 1249 e i primi mesi del 1250, il luogo prese il nome attuale di Montefalco, probabilmente legato ad uno dei falchi dell'imperatore Federico II, che aveva soggiornato in Coccorone dal 9 al 13 febbraio 1240.
Il libero comune fu retto nel XII e agli inizi del XIII secolo dai consoli (1180 - 1235) e dai boni homines (1180 - 1213); poi, ben presto, dal podestà (attestato del 1239), dai vari consigli (speciale, dei giudici, dei sapienti, documentati a partire dal 1227), e dalla 'curia' comunale (citata dal 1195), che poi si estrinsecò nelle magistrature tradizionali (priori del popolo, camerario, correttori delle società, cancelliere, ecc.).

Lo Statuto
Lo Statuto Comunale è ricordato, con valore retroattivo di almeno cinquant'anni, la prima volta nel 1282.
Esso venne aggiornato in più riprese, fino all'ultima redazione del 1425.

Prima del Rinascimento
Nel corso del secolo XIV Montefalco fu a lungo sede preferita dei rettori del ducato di Spoleto (1320 - 1355).
Uno di questi, il francese Jean d'Amiel, vi fece costruire due poderose rocche papali, avvalendosi anche dei consigli e pareri tecnici del celebre architetto senese Lorenzo Maitani, il quale allora dirigeva i lavori della cattedrale di Orvieto.
Ma già nel corso del secolo XV tali importanti costruzioni venivano distrutte.
Successivamente (1379 - 1424 e 1438 - 1439) Montefalco fini sotto la signoria dei Trinci di Foligno, i quali tentarono di farne un caposaldo della loro potenza. Recuperato alla Chiesa con un energico intervento del cardinale Giovanni Vitelleschi, fu per breve tempo governata da Niccolò Maurizi da Tolentino, il quale ne riorganizzò l'amministrazione e, in particolar modo, suddivise il territorio in quattro quartieri. Da allora Montefalco conobbe una grande attività artistica e culturale, che si protrasse ininterrottamente per quasi un secolo. Tale floridezza economica e civile venne bruscamente interrotta da un avvenimento assai grave. Il 18 ottobre 1527 Montefalco fu presa per tradimento e saccheggiata da un distaccamento delle Bande Nere, comandato da Orazio Baglioni, e tenuta occupata per oltre un mese. Gravi pestilenze ed un generale deterioramento della situazione economica compirono il resto.

Montefalco Città
Nel 1848, a seguito dell'ampliamento del territorio comunale con l'aggregazione dei castelli di Fabbri, Fratta e San Luca, smembrati da Trevi, a seguito restaurazione pontificia (1812) Montefalco ottenne da Po IX, (già arcivescovo di Spoleto) l'ambitissimo titolo di città.












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Fonte: Il Comune
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